Negli ultimi mesi, ho ricevuto una valanga di commenti che mettevano in dubbio la mia sanità mentale per aver dichiarato che la vita è meglio dopo il divorzio. Alcuni ipotizzavano che fossi pieno di rancore verso la mia ex moglie, altri che non avessi ancora superato il trauma, e altri ancora che fossi un po’ misogino. Non mi meraviglierei se qualcuno pensasse anche che ho un poster di Freud in camera per consolarmi.
Comunque, per chiarire le mie motivazioni e spiegare cosa mi spinge a scrivere settimanalmente su questo blog, ho deciso di invitarvi a riflettere su come lo stesso evento possa essere vissuto in maniera diversa a seconda dello stato d’animo con cui lo affrontiamo.
Per esempio, spesso quando mi presento, la gente sembra interessata (ho un bel lavoro, molteplici interessi, mi piace correre e sciare, adoro viaggiare, ecc.), però quando dico che sono divorziato, nel 90% dei casi mi viene risposto subito: “Mi spiace”. Io subito di ritorno: “E perché? È stata la migliore scelta della mia vita! 😊”
E lo credo veramente! Riflettere su questa mia reazione è il punto di partenza per comprendere come il divorzio possa essere una porta aperta verso una vita più appagante.

Il Modello di Energy Leadership
Recentemente mi sono imbattuto in un modello di coaching che ho trovato rappresentare bene il mio modo di pensare: I sette livelli di Energy Leadership, sviluppato da Bruce D. Schneider. Questo modello è progettato per aiutare le persone a identificare e modificare i loro livelli di energia, influenzando positivamente il loro modo di pensare, sentire e agire. Sì, avete capito bene, non sto parlando di chiacchiere new age, ma di qualcosa di più pratico.
In che cosa consistono esattamente questi livelli? ogni livello di energia rappresenta un modo specifico di percepire e reagire al mondo. I livelli più bassi (1 e 2) sono dominati dall’energia catabolica (negativa e distruttiva: spesso associata a emozioni negative come rabbia, paura, stress e resistenza), mentre i livelli più alti (6 e 7) sono dominati dall’energia anabolica (positiva e costruttiva: associata a emozioni positive come gioia, gratitudine, amore e passione).
Mentre i primi livelli consumano risorse mentali ed emotive, portando a un impatto negativo sulla salute e sulle prestazioni, gli ultimi supportano la crescita, la guarigione e l’innovazione, migliorando il benessere e la produttività.
Livello 1: Vittima
- Caratteristiche: Sensazione di impotenza, apatia, paura e mancanza di controllo.
- Comportamenti Tipici: Evitamento, rinuncia, dipendenza dagli altri per il supporto.
- Impatti: Bassa produttività, mancanza di iniziativa, stress elevato.
Livello 2: Conflitto
- Caratteristiche: Rabbia, resistenza, lotta per il controllo, frustrazione.
- Comportamenti Tipici: Conflitto, competizione, resistenza al cambiamento.
- Impatti: Relazioni tese, stress continuo, prestazioni instabili.
Livello 3: Responsabilità
- Caratteristiche: Razionalizzazione, tolleranza, compromesso.
- Comportamenti Tipici: Accettazione parziale delle responsabilità, ricerca di soluzioni pratiche.
- Impatti: Stabilità moderata, relazioni funzionali ma non ottimali, soddisfazione lavorativa media.
Livello 4: Compassione
- Caratteristiche: Preoccupazione per gli altri, empatia, assistenza.
- Comportamenti Tipici: Supporto agli altri, lavoro di squadra, sacrificio personale.
- Impatti: Buone relazioni interpersonali, senso di realizzazione, occasionali sovraccarichi emotivi.
Livello 5: Opportunità
- Caratteristiche: Prospettiva di crescita, entusiasmo, flessibilità.
- Comportamenti Tipici: Collaborazione, innovazione, risoluzione creativa dei problemi.
- Impatti: Elevata produttività, relazioni positive, benessere generale.
Livello 6: Sintesi
- Caratteristiche: Intuizione, gioia, connessione con un senso più ampio.
- Comportamenti Tipici: Visione olistica, leadership ispirata, unità.
- Impatti: Elevata capacità di influenzare positivamente gli altri, forte senso di scopo, armonia.
Livello 7: Assoluto Passo
- Caratteristiche: Pura passione, creatività illimitata, potenziale massimo.
- Comportamenti Tipici: Essere al di là delle limitazioni, manifestare nuove realtà, ispirare profondamente.
- Impatti: Realizzazione massima, impatto trasformativo, felicità e benessere totale.
Generale applicazione del Modello
Il modello a sette livelli di Energy Leadership viene generalmente utilizzato nei seguenti contesti:
Coaching Individuale:
- Aiuta i clienti a identificare il loro livello di energia predominante.
- Fornisce strumenti per spostarsi verso livelli più alti di energia anabolica.
Leadership e Gestione:
- Supporta i leader nel creare ambienti di lavoro più produttivi e positivi.
- Aiuta a sviluppare stili di leadership che promuovono la crescita e il benessere dei dipendenti.
Sviluppo Personale:
- Consente alle persone di migliorare la loro consapevolezza di sé.
- Facilita la trasformazione personale verso una vita più soddisfacente e produttiva.
Team Building e Cultura Organizzativa:
- Favorisce la creazione di team coesi e collaborativi.
- Aiuta a sviluppare una cultura aziendale basata su valori positivi e costruttivi.
Cosa c’entra il modello di Energy Leadership con il divorzio?
Il divorzio, come ben sappiamo, ha un impatto devastante sulla vita delle persone. Se parliamo con persone divorziate, scopriamo che i sentimenti possono variare enormemente. Disperazione, rabbia, paura, sollievo, entusiasmo… ci sono tutte le sfumature dell’arcobaleno emotivo. (a riguardo puoi leggere il nostro articolo Quando l’amore finisce: dal distacco al divorzio)
Sapete bene tutti come lo stato d’animo di una persona possa cambiarne il percepito: la rete è piena di meme che inneggiano al pensiero positivo, persino la saggezza popolare ne da cenno con i discorsi sul bicchiere mezzo pieno.

Ho subito notato quindi come il modello dei sette livelli di Energy Leadership si presti bene a confermare che, indossando lenti differenti, è possibile vivere il divorzio in maniera diversa.
Vediamo quindi come sia possibile applicare questo modello alla gestione di un divorzio trasformando un’esperienza difficile in un’opportunità di crescita e miglioramento personale.
Prima Fase: Scoperta e Decisione
Livello 1: Vittima
Ci siamo passati tutti: all’inizio, ci si sente sopraffatti ed impotenti, come se ci avesse investito un treno: si può andare nel panico ed è assente totalmente il controllo sulla situazione.
Sia che siamo stati noi a decidere di uscire dal matrimonio, sia che abbiamo subito la decisione, il pensiero dominante è: “La mia vita è finita“. Ci sentiamo vittime, possiamo essere assaliti dal terrore di uscire sopraffatti, pensare che il tribunale ci penalizzerà in maniera ingiusta e che saremo in grandi difficoltà economiche (oltre al fatto che non riusciremo mai più ad essere felici). La lunghezza di questa fase varia, ma la buona notizia è che, di solito, è temporanea. Anche se in alcuni momenti ci si ritorna come se fosse un maledetto deja-vu
Livello 2: Rabbia/conflitto
Eccoci al livello della rabbia. Qui è dove si esce dalla posizione fetale e si inizia a pensare seriamente al divorzio. La rabbia è indirizzata sia a se stessi (“Ma perché l’ho sposata?”) sia al partner (“Quel bastardo!”). Inizia il gioco del dare la colpa all’ex e si sogna di diventare un pugile professionista solo per avere una scusa per sfogarsi. Ogni cosa è vista attraverso lenti ostili, e la negatività regna sovrana: siamo focalizzati solo su noi stessi e per nulla costruttivi.
Anche per esperienza personale posso dire che da questo livello generalmente si riesce ad uscire in maniera definitiva solo se c’e’ collaborazione da parte dell’ex partner; se la controparte è arrabbiata e litigiosa, si finisce per tornarci spesso… e alla fine se ne esce solo qualche anno dopo la firma del divorzio.
Seconda Fase: Decisione e Azione
Livello 3: Diplomazia
In questa fase non si da più la colpa ad altri ma si accetta la situazione e si razionalizza. Si pensa ancora principalmente a se stessi, ma si inizia a giustificare le scelte. “In fondo le cose non andavano bene da anni… e poi posso finalmente tornare a giocare calcetto con gli amici.” Quando si è a questo livello si può iniziare a considerare la consultazione di un avvocato e la ricerca di supporto emotivo (se non da professionisti, quanto meno da amici stretti).
Livello 4: Compassione
In questo livello si inizia a guardare fuori e ci si può iniziare a chiedere che cosa provano gli altri. Ad esempio, ci si inizia a chiedere e ci si preoccupa di cosa possano provare i figli. E si cerca di trovare soluzioni che li possano proteggere. “Voglio solo il meglio per loro: Gli sarò di supporto in ogni modo possibile, per il bene di tutti.“
L’empatia verso gli altri può aiutare a gestire la situazione con meno conflitti e più comprensione, facilitando una separazione più armoniosa.
Terza Fase: Transizione e Adattamento
Livello 5: Opportunità / Alleanza
Dopo la separazione, si inizia a vedere la situazione come un’opportunità per una nuova vita. Questo livello ti permette di essere entusiasta delle nuove possibilità e di essere flessibile nell’adattarti ai cambiamenti. “Posso fare tutto ciò che ho sempre voluto… persino imparare a fare il pane con il lievito madre.” In questa fase si può essere più comprensivi con il partner e si riesce ad andargli incontro nella gestione degli appuntamenti e aspetti educativi dei figli. “Qual è la migliore soluzione per me, per lei e per i figli?“
Livello 6: Senza più paura
Mentre ci si adatta alla nuova vita, si inizia a riflettere su chi si è veramente e su cosa si desidera per il futuro. E’ il livello dell’intuizione e della creatività. Questo livello porta una profonda gioia e connessione con il vostro vero sé. “Tutto ha un valore e uno scopo, anche la mia vita passata che mi ha portato ad essere quello che sono”
Quarta Fase: Rinnovamento e Crescita
Livello 7: Libertà assoluta
Alla fine, raggiungere questo livello significa vivere una vita piena di passione, creatività e realizzazione. Hai superato le difficoltà e hai creato una nuova realtà per te stesso, trovando felicità e benessere. In generale non e’ un livello in cui si riesce a rimanere a lungo però quando ci si arriva, ci si sente davvero liberi.
Immagina Carlo e Laura che stanno attraversando un divorzio. Ecco come potrebbero applicare i livelli:
Livello 1
Carlo si sente sconfitto e senza speranza. E’ in uno stato di semi-depressione ed è quasi sicuro che le cose andranno male e perderà/ha perso tutto ciò che gli interessa.
Livello 2
Laura è arrabbiata e accusa la sua partner di ogni male. Usa questa energia per cercare un buon avvocato e dipingere il partner come il nemico pubblico numero uno: desidera in tutti i modi fargliela pagare.
Livello 3
Carlo accetta la situazione e cerca di minimizzare la sofferenza dei figli. Inizia a fare piani concreti per il futuro, cercando un nuovo appartamento e proponendo un accordo di custodia paritetica.
Livello 4
Laura sviluppa compassione per se stessa e il suo ex partner, riducendo i conflitti e mantenendo una relazione civile per il bene dei figli. Si iscrive ad un corso di Yoga per ritrovare la flessibilità di un tempo (per approfondire puoi leggere il nostro articolo Separazione: cosa fare nei primi 300 giorni. La tua guida per riscoprire te stesso/a)
Livello 5
Carlo vede il divorzio come un’opportunità per iniziare una nuova vita. Si iscrive a corsi e attività che lo interessano. E’ così pieno di entusiasmo che pensa di organizzare una festa di divorzio (puoi approfondire leggendo il nostro articolo Divorce Party: la tua guida per dare un addio indimenticabile al tuo passato!)
Livello 6
Laura scopre nuove passioni e un profondo senso di scopo. Inizia a sentirsi veramente felice e in pace con la sua nuova vita. Arriva a pensare che faceva parte di un grande schema cosmico: “Tutto accade per una ragione.”
Livello 7
Carlo e Laura vivono una vita piena di creatività e realizzazione, trasformando completamente la loro esperienza di divorzio in un percorso di crescita e felicità. Qui si raggiunge il nirvana, ma solo per brevi momenti, perché diciamocelo, chi riesce a restare felice per più di un’ora senza pensare a cosa cucinare per cena?
Continuano a frequentarsi in maniera civile rimanendo ognuno nel proprio ambito ma collaborando attivamente alla crescita ed educazione dei figli.
Quindi il divorzio lo vedi come la fine o un nuovo inizio?
Il divorzio è spesso visto come la fine di un capitolo importante della vita. Ma è davvero così? O potrebbe essere un’opportunità per un nuovo inizio, una nuova prospettiva e, oserei dire, una versione migliorata di noi stessi? Dopotutto, abbiamo tutti sentito il detto “quando una porta si chiude, un’altra si apre”. Certo, a volte sembra più che una porta si chiuda e tu sia rimasto intrappolato nella stanza dei troll di internet, ma è qui che entrano in gioco le lenti dell’Energy Leadership.

Ecco un paio di aspetti in cui il divorzio può essere un catalizzatore per la crescita personale:
- Riflessione Personale Il divorzio ti costringe a riflettere su te stesso e sulle tue scelte. Può essere un’opportunità per capire meglio chi sei e cosa vuoi dalla vita.
- Miglioramento delle Relazioni Il divorzio ti insegna a comunicare meglio e a gestire i conflitti in modo più efficace. Queste abilità possono essere utili in tutte le tue relazioni future, non solo quelle romantiche.
- Resilienza Superare un divorzio ti rende più resiliente. Impari a gestire le difficoltà e a riprenderti dalle avversità, il che ti rende più forte e più capace di affrontare qualsiasi cosa la vita ti riservi.
Per ulteriori approfondimenti potresti leggere il nostro articolo Si può essere felici dopo il divorzio?
Conclusione
Il divorzio non è la fine del mondo. Anzi, può essere l’inizio di una vita nuova e più soddisfacente. Crescita personale, maggiore autocoscienza, libertà di essere noi stessi, nuove opportunità, più tempo per noi, nuove relazioni… come dicono gli inglesi THE BEST IS YET TO COME!
Non importa quanto difficile possa sembrare, ricorda che hai il potere di trasformare questa esperienza in qualcosa di positivo. Quindi, prendi il controllo della tua vita, metti via il rancore e inizia a guardare avanti.
#lifeisbetterafterdivorce 😉


Grazie mille per le sue parole…. Io adesso sono Dell idea che é difficile sperare in un futuro migliore….. Ci vorrà tempo…