🎧 Fattore EX – Puntata 13

Fattore EX puntata 13
Tempo di lettura: 2 minuti

Si può davvero essere felici dopo un divorzio?

C’è una domanda che arriva sempre: a volte subito, a volte mesi dopo.

“Ma dopo una separazione… si può davvero tornare a essere felici?”

È una domanda legittima. Ma anche una domanda pericolosa.
Perché dentro quel “tornare” e dentro quel “di nuovo” si nasconde spesso un’aspettativa irrealistica: l’idea che la felicità sia uno stato stabile, continuo, possibilmente simile a quello che pensavamo di avere prima.

In questa puntata di Fattore EX, Marco e Benedetta partono proprio da lì.
Non per dare risposte rassicuranti. Ma per smontare una narrativa che, più che aiutare, spesso complica tutto.

🎧 Puoi ascoltare la puntata direttamente qui sotto dal player integrato nella pagina.
(Se preferisci, la trovi anche su Spotify, Apple Podcast e Amazon Music.)

La felicità come traguardo (e perché è una trappola)

Una delle convinzioni più diffuse è che la felicità sia qualcosa che arriva:
quando finisce il divorzio, quando passa il dolore, quando trovi un nuovo equilibrio, quando incontri la persona giusta.

Il problema è che questa idea sposta continuamente la vita un po’ più in là.
Sempre dopo. Sempre quando “sarà il momento”.

Marco lo dice in modo diretto:

“La felicità non è uno stato perenne. È un percorso fatto di picchi e valli.
Pensare che arriverà qualcosa che ti renderà felice è già un errore molto pericoloso.”

E ci spiega che psicologia e filosofia, su questo punto, sono sorprendentemente allineate: la felicità non è mai stata una condizione stabile. Nemmeno nei periodi che, a posteriori, idealizziamo come “i migliori”.

Aspettative, confronto e sabotaggio silenzioso

Dopo una separazione, il rischio aumenta.
Perché oltre al dolore c’è il confronto. Con gli altri. Con i social. Con le storie che ci raccontiamo su come dovrebbe essere una vita “riuscita”.

Il risultato è che molte persone non stanno male perché la loro vita è insoddisfacente, ma perché non assomiglia a quella che avevano immaginato.

Marco sintetizza così:

“La felicità è la realtà meno le aspettative irrealizzabili.”

Una formula semplice, spietata, ma tremendamente attuale.

A volte siamo lucidissimi… ma completamente scollegati da quello che sentiamo.

Benedetta invece si sofferma sull’importanza di non essere solo razionali, lo spiega così:

“A volte la gioia ti passa accanto, ma non la senti.
Perché sei tutta nella testa e poco nel cuore.”

Dopo una separazione, molte persone diventano iper-razionali.
È una forma di difesa. Serve a non sentire troppo. Ma alla lunga rischia di anestetizzare anche ciò che di buono c’è.

Rassegnazione o accettazione?

Un altro punto centrale della puntata è il tema della rassegnazione.
Spesso confusa con la maturità, con il “realismo”, con il diventare adulti.

In realtà, come emerge dal dialogo, la rassegnazione è spesso un compromesso al ribasso: una rinuncia preventiva per non rischiare nuove delusioni.

Accettare che la felicità non sia uno stato permanente non significa smettere di cercare benessere.
Significa smettere di rimandarlo.

Il Fattore EX della puntata

La felicità dopo il divorzio non è tornare indietro, non è recuperare ciò che c’era prima, non è “aggiustare” qualcosa che si è rotto.

È smettere di aspettare l’evento giusto, la condizione ideale, il momento perfetto.
E iniziare a costruire, giorno dopo giorno, uno stato di maggiore serenità possibile qui, non altrove.

Non perché la vita diventi perfetta.
Ma perché smette di essere sospesa.

🎧 Ascolta ora la puntata

Trovi il player qui sotto nella pagina.
Se invece vuoi ascoltarla “in giro” (auto, palestra, metro, fuga dalla realtà), la puntata è disponibile anche su Spotify, Apple Podcast e Amazon Music.

👇 PLAYER 👇

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Torna all'inizio