Separandi, indecisi, amanti: il lato oscuro di San Valentino (che se vuoi puoi cambiare!)

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San Valentino, la festa degli innamorati… ma per alcuni, la sagra dell’ipocrisia? Un giorno magico in cui le coppie felici postano cuori su Instagram, le coppie infelici fingono di esserlo, i fiorai fanno il fatturato di 3 mesi e i ristoranti propongono menù afrodisiaci a prezzi da furto. Ma non tutti festeggiano: alcuni sono single e finalmente liberi, altri si fingono felici per salvare le apparenze, e altri ancora passano la serata a controllare se l’amante è online su WhatsApp.

Se siete separandi, divorziati o aspiranti tali e vi riconoscete in questi gruppi un po’ trascurati… forse è il momento di farsi qualche domanda.

1. San Valentino: finalmente liberi e single dopo il divorzio!

Essere single il 14 febbraio dopo una lunga e faticosa relazione? Un sollievo. Finalmente liberi dal giogo di un amore asfittico, questa giornata assume un significato completamente diverso. Ripensate ai vostri precedenti San Valentino:

a) Si fingeva entusiasmo

b) Si faceva finta di dimenticarsene (auto-convincendosi che “è solo una festa commerciale”).

c) Si restava a casa col muso, consapevoli che era San Valentino ma senza avere nulla da festeggiare.

Se vi ritrovate in questa condizione, congratulazioni: la vostra vita è migliorata!

  • Se avete voglia di uscire: le città offrono una serie di eventi per single (importante è sbrigarsi a prenotare o rischiate di non trovare posto!)
  • e se invece preferite una serata più tranquilla, può esser il momento perfetto per celebrare l’amor proprio, magari con quella bottiglia di vino che il/la vostro/a ex non apprezzava, leggendo un nuovo libro oppure guardando quel film che avete sempre voluto vedere.

2. La trappola della nostalgia per i single: non cascateci!

Attenzione: per alcune persone (decisamente non io!) il 14 febbraio è quel giorno pericoloso in cui il cervello inizia a giocare brutti scherzi. “Forse non era così male…”, “Magari è cambiato/a…”.

Stop! Quella non è nostalgia, è amnesia temporanea o Alzheimer precoce! Ricordate: c’è un motivo se il vostro ex è ex. E no, non è cambiato/a. Al massimo ha cambiato vittima.

Imparate a riconoscere questi meccanismi e contrastare la tentazione di riaprire porte chiuse.

3. Le coppie infelici e la grande recita

Una delle cose peggiori di San Valentino è vedere coppie che si detestano 364 giorni all’anno fingere di essere felici per 24 ore. Sono persone che organizzano cene in ristoranti stellati (o comunque alla moda) e poi comunicano solo per chiedere il sale, o per farsi fare la foto da postare su Instagram.

Alcuni arrivano persino a darsi un bacio per completare la farsa, con lo stesso trasporto con cui salutano i parenti alla cena di Natale.

Riconoscete i segnali di una relazione che si regge solo sulle convenzioni sociali (se non l’avete fatto leggete il nostro articolo sul Cocooning Sociale).

In fondo non è meglio un San Valentino in camera a leggere un bel libro piuttosto che una finta cena che sa di ipocrisia?

4. San Valentino per quelli che temono di essere in ritardo sulla vita

“Ecco, un altro San Valentino da single… starò sbagliando qualcosa? Sono in ritardo sulla tabella di marcia della vita?” Ci sono alcuni separati/e che si pongono queste domande, sotto l’ossessivo bisogno di “dover” trovare qualcuno; vittime della pressione sociale che ci vuole tutti accoppiati come nell’Arca di Noè.

Respirate profondamente e ricordate: la vita non è uno yogurt, non ha una data di scadenza. A questo proposito se non l’avete già letto vi suggerisco l’articolo Io non sono il mio matrimonio – e in particolare la trappola della curva del successo.

E comunque, meglio un San Valentino da soli che con qualcuno preso tanto per non essere single. Il tempo che passate da soli non è tempo perso: è un investimento in voi stessi. È l’occasione per riscoprirvi, per amarvi, per coltivare le vostre passioni, per capire cosa volete davvero da una relazione. Quando (e se) troverete qualcuno con cui stare, sarà per scelta, non per riempire un vuoto o per rispettare un calendario sociale.

5. Finalmente un Vero San Valentino!

Se c’è qualcuno che può davvero festeggiare San Valentino sono i divorziati che hanno trovato un nuovo amore. Dopo vent’anni di finte cene romantiche e baci di circostanza, finalmente sanno cosa significa aspettare il 14 febbraio con il cuore che batte. Non più regali comprati per dovere, non più “facciamo qualcosa perché si deve”. Per la prima volta, San Valentino è quella festa che vi fa brillare gli occhi come ragazzini, dove ogni gesto d’amore è spontaneo e sincero. E mentre le coppie sposate da una vita si trascinano stancamente a cena perché “è San Valentino, si deve uscire”, voi vi godete ogni momento come se fosse il primo… perché in un certo senso, lo è davvero

A voi non serve alcun consiglio. Avete capito cosa significa essere intrappolati in una relazione infelice e ora riuscite a godervi una relazione autentica. Sapete bene che l’amore vero non ha bisogno di una data sul calendario né di una firma su un foglio di carta.

6. Il San Valentino degli amanti

Molti matrimoni infelici tirano avanti grazie agli amanti (vedi il nostro articolo L’amore al tempo dei tradimenti) . Per gli aspiranti divorzisti il San Valentino si divide in due categorie: quello degli amanti riconosciuti e quello degli amanti clandestini.

Per i primi c’è la cena romantica, per i secondi è un po’ come il Natale per i figli illegittimi: si festeggia il 13 o il 15 febbraio, perché il 14 è riservato alla ‘famiglia ufficiale’.” Probabilmente riceveranno un messaggio vago e affettuoso (‘ti sto pensando ❤️’), seguito da un silenzio tombale per le successive 24 ore.

E invece, se il coniuge non sospetta nulla… si può uscire alla luce del sole o è comunque meglio restare nell’ombra?

Nel dubbio capita di arrivare al paradosso: non si può festeggiare con l’amante per non farsi scoprire, ma nemmeno con il coniuge perché non c’è più amore… San Valentino diventa solo un giorno di tensione. Si abbraccia l’ipocrisia del matrimonio che continua solo per facciata, mentre la vera passione è altrove.  Un giorno l’amante potrà forse diventare la relazione “reale”… ma il matrimonio, rimarrà comunque l’obbligo sociale?

7. San Valentino e il momento della verità: è l’anno giusto per divorziare?

  • San Valentino come campanello d’allarme: se non si festeggia né con il coniuge ma lo si fa (o lo si vorrebbe fare) con l’amante, ha ancora senso stare nel limbo?
  • Se il desiderio di passare la serata con l’amante è più forte di tutto, forse è il momento di prendere una decisione.
  • Divorziare per stare con l’amante: una scelta di libertà o un errore emotivo dettato dalla passione che ci fa lasciare una situazione comunque di sicurezza?

Forse San Valentino non è solo la festa degli innamorati. San Valentino è come un bivio: da una parte c’è la strada dell’ipocrisia e della finzione, dall’altra quella della verità e del coraggio. Quale strada volete scegliere?

Io la mia scelta l’ho fatta e posso testimoniare che… Life is Better After Divorce!  😃